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Giovanni Repici

Ingegnere. Punto. Sono circondato da architetti e rivendico la mia professione.

Mi occupo della progettazione tecnologica di abitazioni e di grandi complessi alberghieri, con riferimento all’impiantistica: componenti elettriche, misure di prevenzione incendi, benessere del clima negli ambienti.

Non so se la mia formazione incida sulle mie preferenze professionali ma, di fatto, adoro la progettazione degli alberghi. Sono organismi veri e propri ed è bello vederli crescere dal progetto, al cantiere, alla messa in esercizio. Gli alberghi sono una metafora dell’esistenza perché lì si riassumono vicende gioiose e luttuose, si organizzano ecosistemi umani autosufficienti, nascono amori possibili e improbabili. Il tutto, possibilmente, in un contesto pensato e attuato nel nome della bellezza funzionale.